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LA STORIA |
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ORIGINI di VILLA BRACCIIl nucleo di Villa Bracci è della seconda metà del Trecento: era un palagio (=palazzo) fortificato, circondato da campi ed orti, vicino al torrente Mensola. Per questo in epoca medievale era chiamato “Palagio di Ponte a Mensola”. Nel Trecento il tracciato di Via del Guarlone, su cui si affaccia Villa Bracci, esisteva già, e coincideva più o meno col tracciato attuale. I primi proprietari del Palagio di Ponte a Mensola (oggi Villa Bracci) furono i Busini, che in via del Guarlone possedevano anche il Palagio di Mezza Via, più spostato verso Varlungo. Dopo vari passaggi di proprietà passò ai Gherardi, influenti proprietari della zona (vedi Poggio Gherardo o de’ Gherardi), per essere venduta alla fine a Zanobi Bracci poco dopo la metà del 1500. |
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Le statue sono state acquisite nel 1750 da Federico, principe di Galles, due delle quali oggi sono al Victoria and Albert Museum di Londra, mentre le altre sono al Castello di Windsor, evocatrici di riti pagani propiziatori per il fecondo rigoglio della terra. Le statue per il giardino di Rovezzano dovevano essere collocate all’interno di nicchie costruite appositamente. Le sculture sono elencate dallo storiografo Baldinucci che scriveva: “Pietro dunque, che altro non desiderava che gloria, messesi con istraordinario fervore ad operare in quella villa, e condusse per lo giardino numero… statue tonde: il sole e la luna, alle quali fu dato luogo al primo ingresso: la dea Cerere e il dio Bacco, per le sementa e il vino: una Flora e uno Zafiro, per lo germogliar de’ fiori: Pomona e Vertumno, per la produzione de’ pomi e per gli orti: Pane e Siringa per le selve; la Natura che rimase nel cortile della casa di Firenze”. Villa Bracci rimane un po’ fuori mano, nascosta nel verde ai piedi delle pendici di Settignano. |
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VILLA BRACCI ATTUALELa parte di Villa Bracci con accesso da Via del Guarlone è stata per vari anni sede dell’Opera Sordomuti, poi ha ospitato fino ad epoca recente l’Istituto Professionale Alberghiero Aurelio Saffi, e attualmente è vuota e in attesa di destinazione. La parte di proprietà con accesso dallo Stradone di Rovezzano e i terreni intorno al giardino sono stati suddivisi, nel corso degli anni ’80, in piccoli orti, che vengono assegnati, in un riuscito esperimento sociale, ai pensionati del Centro Sociale per Anziani. L’attività degli orti continua ancora, dopo oltre trent’anni, affiancata da moltissime altre proposte di socializzazione portate avanti dai volontari del Centro. |